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ALBINO ROCCA

L'Azienda Albino Rocca è, da quattro generazioni, al costante mantenimento e ricerca della qualità, cosa possibile grazie all'esclusivo legame con la terra di Barbaresco, un legame fatto di purezza ed eleganza espressiva. L'azienda ha saputo evolversi nel tempo pur mantenendosi ben salda nelle proprie radici, come dimostrano sia la moderna cantina ma anche la cura e selezione delle uve, così come il riguardo per le tecniche di affinamento.


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AZIENDA AGRICOLA NEGRO

Già dal 1670 la famiglia Negro coltiva vigneti sulle colline del Roero e lavora per valorizzare questo splendido angolo di Piemonte, dedicando i suoi vini ai prestigiosi vitigni autoctoni: Favorita e Arneis a frutto bianco, Nebbiolo, Barbera, Bonarda, Dolcetto e Brachetto dal grappolo lungo tra quelli a frutto nero.
 


 

Oggi può contare su quasi 60 ettari di vigneti, distribuiti tra la storica Cascina Perdaudin in Monteu Roero, la cascina San Vittore in Canale e Basarin in Neive.
Le vigne crescono nelle posizioni meglio esposte al sole, su terreni calcarei di origine alluvionale che variano da collina a collina. I diversi suoli e microclimi danno origine a vini molto ben definiti e ricchi di carattere.
 


 

Sono numerosi ormai i premi che hanno riconosciuto la personalità di questi vini, ai quali Giovanni Negro si dedica con passione insieme ai figli Gabriele responsabile vigneti, Angelo l'enologo, Emanuela responsabile estero, Giuseppe responsabile commerciale ed alla moglie Marisa, cui è riservato il compito di ricevere gli ospiti nell'accogliente cantina in Sant'Anna di Monteu Roero.

 


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BAVA PIEMONTE

La famiglia bava coltiva vigne in questo territorio dal 1600 circa, fino a costruire nel 1911 la propria cantina. Dalla cantina di Cocconato ad oggi sono passate quattro generazioni, e le Barbere Bava si sono fatte riconoscere nel mondo per l'alta qualità. La proprietà si estende nel Monferrato e Langa, ed all'interno si usa un'agricoltura sostenibile e ad impatto ambientale prossimo allo zero. 


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BOLLINGER

La storia inizia con Athanase de Villermont, il figlio più giovane di una famiglia nobile, con un brillante destino. Grande soldato che  si distinse durante la guerra d'indipendenza americana, ereditò una grande tenuta dalla sua famiglia nella zona di Ay. Immediatamente si rese conto delle straordinarie potenzialità dei vini della regione Champagne, ma come aristocratico gli era preclusa la possibilità di commercio. Incontrò in un secondo tempo Joseph Bollinger, un tedesco, che aveva lasciato il suo paese di nascita per interessarsi al commercio dello champagne, e Paul Renaudin, un concittadino rimasto affascinato dal mondo del vino. La ditta di Renaudin-Bollinger & Cie venne dunque fondata il 6 febbraio 1829. Nel 1920 Jacques Bollinger si trovò alla guida dell'azienda: un fardello pesante per un 24enne. Affrontò la sfida con coraggio, aiutato dai suoi cugini Pierre e poi Yves de Moret Rocheprise: questo a dimostrare che la forza di Bollinger si trova anche nei suoi stretti e potenti legami familiari. Sofisticato, colto e dalla fluente parlantina inglese, Jacques incrementò l'importanza di Bollinger attraverso la Manica. Guidò la casa con grande saggezza attraverso i difficili anni di recessione e la Seconda Guerra Mondiale. Quando la scozzese Elizabeth Bollinger (nata come Law de Lauriston-Boubers) sposò Jacques nel 1923, i lasciò coinvolgere con passione nel futuro della Casa. Aveva solo 42 anni quando perse il marito in guerra: senza esitazione e con grande dignità ne prese il posto. «Madame Jacques", come veniva chiamata all'interno della casa, si gettò anima e corpo nel suo nuovo ruolo. Allegra e spiritosa, la signora Bollinger era comunque una formidabile imprenditrice, e non desiderava altro che l'eccellenza. Sempre pronta all'innovazione, è stata la forza trainante dietro l'originalissimo cuvée Bollinger RD. Nel 1950 Claude d'Hautefeuille, il marito della nipote di Madame Jaques, lanciò un ambizioso programma di modernizzazione, pur nel rispetto di requisiti di qualità di Bollinger. Nel 1994 fu nientemeno che il pro-pro-nipote del fondatore Joseph Bollinger a guidare la Casa. Dopo aver iniziato la sua carriera in Cile, Ghislain de Montgolfier continuò a far crescere la Casa con la ricerca dell'eccellenza come luce guida. Egli continua a mantenere una politica di volontaria limitazione delle quantità prodotte per aumentare la qualità, pur rimanendo fedele allo spirito Bollinger. Lavoratore instancabile, Ghislain nel 2007 fu eletto capo del Consiglio dell'Unione delle Maisons de Champagne e co-presidente del Comitato Internazionale del vino Champagne. Nel 2008, per la prima volta nella sua storia, Bollinger è affidata alle cure di un presidente che non è un membro di famiglia. La loro scelta è caduta su Jérôme Philipon, originario della regione di Champagne, il quale ha condotto una carriera impressionante con grandi gruppi industriali. La scelta potrebbe sembrare inaspettata, ma Bollinger non ha mai esitato a rompere le regole per il bene della Casa e dei suoi vini! Con il supporto della famiglia Bollinger, Jérôme Philipon ha esteso il programma del suo predecessore di modernizzazione e di investimento. Con lui, la Casa ha continuato a conservare il suo know-how tradizionale incorporando il meglio delle nuove tecnologie per il futuro sviluppo del marchio, sia in termini di qualità che di crescita commerciale.


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BORGO MARAGLIANO

L'azienda agricola Borgo Maragliano è posta a 450 metri sul livello del mare su un naturale terrazzo delle Langhe nel cuore di Loazzolo, zona attraversata dal Marin, vento di mare che favorisce, esaltandone caratteristiche e profumi, la maturazione delle uve. In un susseguirsi di marne e arenarie produce su 21 ettari di vigneto di sua proprietà ed il prodotto viene vinificato, imbottigliato e confezionato in proprio con metodi ed attrezzature all'avanguardia. I vini dell'azienda, frutto di un lavoro meticoloso ed attento, sono ottenuti partendo da uve Moscato, Chardonnay e Pinot nero.


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BRAIDA GIACOMO BOLOGNA

In attività dal 1961, l'azienda prende il nome "Braida" dal soprannome ricorrente che i membri della famiglia si portano con loro fin dai tempi di Giuseppe Bologna, bisnonno del fondatore Giacomo. Da allora la cantina si prefigge l'obiettivo di portare la Barbera a nuovi ed alti status di nobiltà e qualità in vari ambiti: Braida ebbe infatti la geniale idea di affinare la Barbera nelle barriques francesi, pratica all'epoca sconosciuta in Italia ed ora frequentemente usata. Il vino più conosciuto e icona dell'azienda è sicuramente il Bricco dell'Uccellone, simbolo nel mondo del buon bere italiano.


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CA' DEL BAIO

Quattro generazioni danno vita all'azienda Ca' del Baio, un vero e proprio "affare di famiglia" come spesso accade per le realtà vinicole tipiche delle Langhe. I vigneti sono situati a Treiso, ma ben vicini alla confinante zona di Barbaresco e a quella di Neive, e vi sono vitigni di gran valore: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, e fra i bianchi Moscato, Riesling e Chardonnay. Attraverso una filosofia produttiva sostenibile ed il rispetto del disciplinare The Green Experience, nato sulle colline patrimonio dell'UNESCO, e teso a conservare le risorse naturali, valorizzarle e proteggerle, Ca' del Baio produce vini di alta qualità.


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CA' DEL BOSCO


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CANTINA TERLANO

Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative di produttori più all’avanguardia di tutto l’Alto Adige. I suoi 143 soci attuali coltivano 165 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale di 1,4 milioni di bottiglie.

Da anni, insieme ai soci la Cantina Terlano ha imboccato con impegno e perseveranza la strada della qualità, quella stessa qualità che le è valsa fama e riconoscimenti sul mercato vinicolo italiano e internazionale. Ecco perché, pur essendo relativamente piccola, la cantina di Terlano è ormai un’istituzione consolidata nel proprio settore.


"Oggigiorno, in un’epoca in cui tutto va fatto nel più breve tempo possibile, prendersi il tempo e dare tempo alle cose è forse il lusso più grande che possiamo immaginare. A Terlano questo lusso ce lo concediamo, dando a ciascun vino il tempo di cui ha bisogno per maturare fino alla perfezione. Anche vari decenni, se necessario."
 

 


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CANTINE COPPO

Le storiche cantine Coppo sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un riconoscimento prestigioso, che riempie l’azienda di orgoglio e che fa delle Cattedrali Sotterranee un tempio dedicato al vino, alla sua storia e al duro lavoro dell’uomo.

La produzione dell’azienda si incentra oggi per la maggior parte sulla Barbera, gli spumanti Metodo Classico.

La storia, l’orgoglio piemontese e l’aspirazione all’eleganza, sono la cifra distintiva impressa dalla famiglia Coppo in ognuno dei suoi prodotti.
 


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CERETTO

Ceretto è un marchio principalmente conosciuto per i suoi straordinari vini rossi e bianchi, i vigneti di proprietà, la qualità eccellente, le cantine dal moderno design, ma quando si va più a fondo si scopre che la terra d'origine della famiglia, il Piemonte ospita preziosi e rari prodotti che l'azienda propone. Proprietaria del marchio Relanghe (sempre trattato nei nostri punti vendita), Ceretto propone anche una vasta gamma di prodotto dolce distintivo piemontese. Di seguito trovate le scelte presenti nei nostri punti vendita e le alternative offerte del marchio.


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COCCHI

Cocchi produce, dal 1891, vermouth e spumanti tradizionali dell’Astigiano. Dal fondatore Giulio Cocchi la casa vinicola ha ereditato anche un’inesauribile vivacità e una ricerca qualitativa che la porta a essere conosciuta e apprezzata in cinque continenti.
Ciò che definisce lo stile Cocchi è quindi semplicità e autenticità: la qualità del vino e degli ingredienti, l’esperienza tecnica centenaria e una passione e una creatività che non sono mai venute meno negli anni.
 Dal 2012 la Giulio Cocchi è stata iscritta nel Registro nazionale delle Imprese Storiche d’Italia per i suoi primi 121 anni di attività ininterrotta.

 


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COL D'ORCIA
Col d’Orcia è una delle aziende storiche di Montalcino. La discendenza odierna risale almeno al 1890, data in cui, documenti ufficiali mostrano che la Famiglia Franceschi originaria di Firenze acquistò la proprietà, poi conosciuta come Fattoria di Sant’Angelo in Colle. Nei primi del 1933 la Fattoria di Sant’Angelo in Colle presentò i suoi Brunelli alla “esposizione di vini” (Prima Mostra dei Vini d’Italia) tenutasi a Siena, una delle prime attività commerciali presentati in Italia, decine di anni prima che il Brunello divenisse un vino prezioso (di prima classe) di livello internazionale e mondiale. I fratelli Leopoldo e Stefano Franceschi ereditarono la proprietà e conseguentemente divisero le loro parti nel 1958. Stefano Franceschi chiamò la sua azienda Col d’Orcia (collina sull’Orcia) dal nome del fiume che scorre attraverso la proprietà. Più tardi Stefano Franceschi s’imparentò tramite matrimonio con la famiglia reale dell’allora futuro Re di Spagna Juan Carlos. Lui e la moglie non ebbero figli, e nel 1973 Stefano Franceschi vendette la sua proprietà alla famiglia Cinzano originaria del Piemonte. La famiglia Cinzano era già attiva nel commercio dei liquori, e usufruì della già estesa rete di vendite per immettere nel mercato primi i millesimi (annate, vendemmie) di Col d’Orcia. Al tempo dell’acquisto da parte dei Cinzano, Col d’Orcia coltivava anche una varietà di colture, tra le più comuni, inclusi grano, tabacco, olive e uva. A testimonianza di questo, uno dei principali edifici è infatti il mulino della vecchia Fattoria di Sant’Angelo in Colle. Nel 1973 vi erano appena pochi ettari dedicati all’uva, che vennero estesi durante quest’epoca sotto la disposizione del Conte Alberto Marone Cinzano e raggiunsero i 70 ettari ai primi degli anni 80. Nel 1992 il figlio del Conte A. Marone Cinzano, Francesco prese la presidenza dell’azienda continuando a estendere le viti fino a raggiungere i 140 ettari odierni, i di cui 108 destinati alla produzione di Brunello, fanno di Col d’Orcia il terzo produttore di Brunello a Montalcino. In questi ultimi anni, il Conte Francesco Marone Cinzano ha supervisionato una graduale e quieta conversione all’agricoltura biodinamica, un esempio di molti decisioni dettate dalla qualità che separano Col d’Orcia da altri grandi produttori di Montalcino.


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COMM. G.B. BURLOTTO

La storia di quest'azienda s’intreccia strettamente con la figura del suo fondatore, Giovan Battista Burlotto, che grazie al proprio modo di operare intraprendente e per certi versi lungimirante si è affermato come una delle personalità di riferimento non solo dell’area di Verduno, ma di tutto il panorama produttivo del Barolo, imponendosi, nella storia di questo nobile vino albese, come uno degli autentici protagonisti e padri fondatori.

Tradizione importante e fortemente radicata nella storia del Barolo e dei vini di Langa, Burlotto opera nel nostro tempo, con le conoscenze e le metodologie consentite dall’evoluzione delle tecniche agronomiche ed enologiche.

L'azienda propone vini di oggi che rispecchiano ed esaltano la peculiarità del terroir di Verduno, che ha sempre espresso vini di grande equilibrio ed eleganza estremamente piacevoli da bere giovani, ma capaci, soprattutto nel caso dei Barolo, e del cru Monvigliero in particolare, di evolvere armoniosamente e di regalare raffinate sfumature.

 

 


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CONTADI CASTALDI
Il nome Contadi Castaldi (i "contadi" erano, in epoca medievale, le contee della Franciacorta, piccole unità territoriali rinominate per una produzione agricola di eccellenza, mentre i "castaldi" erano i signori delle contee ai quali veniva affidato il governo delle terre) è sintesi della storia millenaria della Franciacorta, dei suoi 19 comuni e della loro vocazione ad un’agricoltura d’eccezione. Nel 1500, periodo di massimo splendore della Repubblica veneta, la Franciacorta produceva cibi e vini destinati alle tavole di principi, di re e di ricchi mercanti. La splendida Venezia fu per la Franciacorta il mercato di elezione per far conoscere i propri vini. Una delle numerose cave presenti sul territorio ha  dato vita alla fornace Biasca, l’antico fabbricato  che oggi ospita la cantina Contadi Castaldi. Nella seconda metà del novecento, la fornace smise  la sua attività e Vittorio Moretti la rilevò per un principale motivo, legato ai ricordi di infanzia  della moglie Mariella. Quando, negli anni ’80, la Franciacorta è nel massimo del suo sviluppo, Vittorio e Mariella Moretti decidono insieme di convertire la fornace in una cantina. Il resto è storia.

 


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CONTRATTO

Marchio fondato nel 1867 e conosciuto come il più antico produttore di vini spumanti in Italia con il suo Extra-Brut millesimato del 1919, Contratto fu per molto tempo il fornitore personale di vini e spumanti, tonici, sciroppi e vermouth del Vaticano e della famiglia reale italiana, oltre ad essere una delle cantine italiane più conosciute all'estero. Dopo 126 anni di attività, la cantina venne comprata dal noto produttore di grappe Carlo Bocchino, il quale operò forti migliorie strutturali alle cantine e donò importanza all'area rappresentativa e di degustazione della sede in Canelli. Le attuali, grandiose cantine del marchio si estendono per una superfice di 5000 metri quadrati nel cuore della collina che protegge Canelli, scavate nel tufo calcareo e con il perfetto grado di umidità e temperatura naturali per la rifermentazione tipica del metodo classico: l'area fa parte, dal 2013, del patrimonio dell'UNESCO. Attualmente Giorgio Rivetti ed il suo team Spinetta supportano la qualità dei vini Contratto anche all'estero.


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CORDERO DI MONTEZEMOLO
Sono attualmente 19 le generazioni che dal 1340 si sono susseguite nella gestione della proprietà Monfalletto nel comune di La Morra, al centro della zona di produzione del vino Barolo. Ancora oggi la proprietà è interamente a gestione famigliare: Giovanni Cordero di Montezemolo e i suoi figli Elena ed Alberto sono i protagonisti di questo millennio. Lo storico corpo unico, raro per la zona, di 28 ettari di vigneto si estende su tutti i versanti della collina ed è da sempre coltivato con le differenti varietà locali, selezionate e impiantate differentemente a seconda dell’esposizione al sole, del tipo di terreno e dell’altitudine. Nel corso degli ultimi 50 anni, Paolo Cordero di Montezemolo prima, ed il figlio Giovanni poi, hanno ampliato la superficie su cui coltivare la vite per la produzione dei vini della Cantina. L’acquisto più importante è stato in località Villero, nel Comune di Castiglione Falletto, di un vecchio vigneto di oltre 2 ettari, dal quale si produce il Barolo Enrico VI. Attualmente, la superficie vitata totale su cui viene coltivata l’uva per la produzione di tutti i vini Cordero di Montezemolo è di 38 ettari (94 acres).


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CORINO LA MORRA
I Corino all'Annunziata di La Morra sono arrivati nel 1952 come affittuari delle terre del beneficio parrocchiale con un passato da mezzadri nelle cascine della zona. I terreni erano coltivati a frutta, seminativo e vigneti, la stalla era sempre ben fornita. Dopo la nascita dei due figli Renato nel 1963 e Giuliano nel 1968 l'azienda si ingrandisce: si arriva ad avere 15 ettari coltivati a vigneto, metà di proprietà e metà in affitto.
La maggior parte delle uve prodotte erano destinate alla vendita ai commercianti, la parte restante veniva vinificata ed il vino ricavato veniva venduto a parenti ed amici in damigiane. A metà degli anni ottanta vanno in bottiglia i primi ettolitri di barolo. Nel 1987 Giuliano e Renato, seguendo l'esempio dell'amico Elio Altare, iniziano a fare i primi diradamenti in vigna per ottenere una migliore qualità e maggiore struttura nel vino. Si inizia a vinificare una piccola parte di dolcetto e nebbiolo da barolo ed il resto della produzione di uva viene venduta per fare investimenti in cantina. Si acquistano le prime vasche per la fermentazione a temperatura controllata per migliorare i profumi del vino e anche le prime botti di rovere francese. I successi continuano costantemente nel tempo fino ad arrivare alla fine del 2005 quando Renato e Giuliano decidono di dividere l'azienda per portare avanti nuove esperienze personali. Giuliano, con la moglie Stefania, porta avanti la sede e l'etichetta storica con otto ettari di vigneto tra cui 5 impiantati a nebbiolo da barolo e 1,5 a barbera e 1,5 a dolcetto con una produzione annuale di 35-40 mila bottiglie.


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DELTETTO

Fin dal 1953 L’azienda Agricola Deltetto produce vini di alta qualità nelle storiche e pregiate zone vitivinicole di Roero e Langhe. Ubicata a Canale, nel cuore del Roero, venne fondata da Carlo Deltetto che subito delineò la filosofia aziendale rispettosa della natura e della grande tradizione vitivinicola piemontese. Oggi lo spirito del fondatore è stato raccolto dal figlio Antonio, entrato in azienda nel 1977 dopo gli studi di enologia, assieme alla moglie Graziella e ai loro figli Carlo, Cristina e Claudia. Negli oltre 21 ettari di vigneti vengono prodotti il Roero Arneis “Daivej” e il Langhe D.O.C. Favorita “Servaj”. Nel 2000, dalla passione della famiglia Deltetto per le bollicine di alta qualità, nasce infine il Brut, vino spumante ottenuto con il “Metodo Classico” della rifermentazione in bottiglia e che in pochi anni è diventato una parte fondamentale della produzione, ponendo l’azienda ai vertici della produzione spumantistica italiana.


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ELIO PERRONE

Azienda familiare definita non a caso "Sartoria Enologica", Perrone (nella persona di Stefano e della moglie Giuliana) pone estrema attenzione ai dettagli: all'interpretazione di ogni vendemmia, ogni vino ed ogni etichetta. Attraverso lo studio della vigna e l'attenzione per i ritmi e le variabili annuali del terreno, i dettagli della cantina nella temperatura o nelle botti all'azienda possiede l'arte di esprimere vini mai banali e di proporre grandi classici in versioni inedite, sempre interessanti e di qualità.


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ENZO BOGLIETTI

Enzo Boglietti ha fondato la sua cantina nel 1991, nel cuore di La Morra, dopo aver condotto per anni un'azienda agricola. Da allora le sue proprietà sono cresciute sino a comprendere 50 ettari di singoli vigneti sparsi sulle Langhe. Oggi Boglietti è un'azienda tesa verso la sperimentazione, pur restando legata alle radici della propria terra.


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ETTORE GERMANO

I Germano sono viticoltori storici delle Langhe, dal lontano 1856 in Serralunga d'Alba, sulla collina della Cerretta. E' solo nel 1985 che Sergio, figlio di Ettore, inizia ad imbottigliare una parte del vino prodotto per amici e clienti privati: da qui egli inizia ad acquistare terreni e nel 1993 a vinificare ed imbottigliare tutto le uve di proprietà con ottimi risultati ed una grande qualità.


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FIORENZO NADA

Sono quattro le generazioni che hanno dato vita e forza all'azienda Fiorenzo Nada, partendo da Carlo nel 1880, passando da Fiorenzo stesso e poi da Bruno, fino a Danilo, classe 1986. La filosofia dell'azienda si basa su pochi, saldi, punti: amore e rispetto della terra, quindi non utilizzo di erbicidi e prodotti invasivi; amore per il vino, dunque attenzione alle quantità di uva prodotta, vendemmia manuale di uve esclusivamente di proprietà, pigiatura soffice dei grappoli e lungo affinamento dei vini, prima in legno e poi in bottiglia.


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FOSS MARAI

Nata nel cuore del territorio del Prosecco DOCG Conegliano - Valdobbiadene, più precisamente a Guia, da anni candidata al sigillo di patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, l'azienda Foss Marai comincia il proprio cammino nel 1986 grazie a Carlo Biasiotto e la sua famiglia. Il marchio ricerca un continuo perfezionamento delle proprie produzioni e cerca di restare sempre un passo avanti agli altri nell'ambito dell'innovazione e dello studio delle nuove tecniche di produzione.


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G. D. VAJRA

Assieme alla propria famiglia, Aldo Vajra conduce una cantina modello, nel rispetto dell'ambiente e di altissima qualità nonostante i prezzi contenuti. L'azienda rispetta gli ideali della tradizione vinicola del territorio, quindi propone vini classici, profondi ed immediati.


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GAJA

Sebbene la cantina sia stata fondata nel 1859 a Barbaresco, nelle Langhe, la famiglia Gaja si stabilì dalla Spagna in Piemonte ben prima, nella metà del XVII secolo. Angelo Gaja, figlio del diretto fondatore della cantina, Giovanni, definì assieme alla moglie Clotilde Rey l'attuale filosofia produttiva che privilegia un'altissima qualità, tratto che contraddistingue i prodotti di questa azienda vitivinicola. L'attuale Angelo Gaja ha continuato la strada battuta dal padre e dal nonno, facendo imporre il marchio sul mercato estero: oggi Gaja è una realtà conosciuta e di estrema qualità.


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GIULIANO TARTUFI

GIULIANO TARTUFI è l’erede di un patrimonio gastronomico tramandato da generazioni, ed il risultato di sapienti metodi di lavorazione artigianale del tartufo fresco. Oggi la GIULIANO TARTUFI con la sua vasta linea di prodotti è in grado di far conoscere a chiunque la valida espressione di questa tradizione.

 


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GOBINO

Nel 1964 Giuseppe Gobino, padre di Guido, entra in azienda come responsabile di produzione: nel 1980 diventa unico titolare e da inizio ad un profondo processo di specializzazione nei prodotti tipicamente torinesi quali il Giandujotto, la crema spalmabile gianduja ed il cioccolato con nocciola; nei primi anni 90 ha luogo una ristrutturazione dei processi produttivi ed inizia l'avventura di Guido Gobino nel settore. Nasce il progetto "Laboratorio Artigianale del Giandujotto", grazie al quale verrano inventate e reinterpretate molti specialità divenute ormai parte della tradizione cioccolatiera torinese. Nel 2003 il negozio storico di Via Cagliari viene ristrutturato con canoni di forte modernità, a simboleggiare i nuovi prodotti presentati, sempre più particolari ed esclusivi. Nel 2006, durante i Giochi Olimpici Invernali Guido Gobino riceve la qualifica di Ambasciatore di Torino, mentre nel 2007 apre una nuova ed esclusiva bottega nel centro di Torino, in Via Lagrange 1/A; nel 2010 è la volta di Milano, con la bottega di Corso Garibaldi 39. Il marchio ottiene nel 2008 il riconoscimento come Miglior Pralina del Mondo assegnato dall'Academy of chocolate di Londra con il Cremino al Sale Marino ed Olio Extravergine di oliva, ma questo è solo uno dei tanti premi che da quel momento in avanti il marchio Guido Gobino otterrà nel corso del tempo e nel mondo.


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ILLY

Il gruppo Illy Caffè commercializza una miscela unica, composta al 100% da caffè Arabica, con confezioni dedicate ai tre luoghi e momenti di consumo del caffè: bar, ma anche alberghi e ristoranti, e casa.


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JOSETTA SAFFIRIO
"La nostra famiglia affonda le proprie radici in questa terra dall’inizio del Novecento. In un secolo di vita, il legame che ci unisce a queste colline si è rinsaldato attraverso le generazioni."
 
Ai primi del Novecento, il padre di Josetta, Ernesto, inizia a coltivare i vigneti ereditati dal padre. Nel 1975, giovanissima, Josetta decide di occuparsi dei vigneti del padre. Laureata in agraria e affiancata dal marito Roberto, enologo, inizia a coltivare le vigne piantate dai nonni subito dopo la seconda guerra mondiale. Dopo alcuni anni, Josetta e Roberto vedono premiate le proprie fatiche e riescono a produrre un Nebbiolo di riconosciuta qualità . Nel 1985 viene presentato il primo Barolo con l’attuale etichetta, frutto di una passione e di un impegno mai venuto meno. Dopo un periodo di pausa negli anni 90, Sara, figlia di Josetta e Roberto, decide di dedicarsi anche lei ai vigneti di famiglia. Sara rappresenta la quarta generazione di contadini e con la stessa dedizione si impegna a perpetrare una tradizione lunga ormai oltre duecento anni.
Nel 1870 Giovanni Battista Saffirio decide di emigrare da Prunetto, paese dell’Alta Langa, a Castelletto, comune della Langa più vicina ad Alba. Egli acquista il suo primo fazzoletto di terra tra Alba, Monforte e Serralunga e lì si sposa e vive con la sua famiglia.
Dei suoi cinque figli, Ernesto dimostra subito un carattere generoso e un’intelligenza fuori dal comune. La sua determinazione lo porta a studiare da autodidatta. Ernesto rimane sempre profondamente legato alle sue radici. Per questo decide di acquistare la parte dei fratelli e tenere la terra nel momento in cui tutti abbandonano la campagna per cercare fortuna nelle città.
Nel 1975 Ernesto Saffirio chiede alla figlia Josetta, docente di viticoltura ed enologia alla Scuola Enologica di Alba, e a Roberto Vezza, enologo, di occuparsi dei vigneti. Josetta e Roberto accettano la sfida e comincia questa avventura meravigliosa che ci lega da quattro generazioni alla terra di Langa.
Nel 1982 da alcuni “esperimenti” nasce un Barolo di altissimo livello, che è stata la molla che ha dato vita all’Azienda Agricola Josetta Saffirio. Oltre al Barolo si produce e si vende anche il Dolcetto e la Barbera d’Alba, dedicati ai figli Alessio e Sara. Il Barolo viene premiato due volte con i “Tre Bicchieri” (annate ’88 e ’89) e numerosi sono i riconoscimenti anche internazionali. Negli anni trascorsi, dal solo ettaro di vigneto da cui proveniva l’intera produzione, si è arrivati a cinque, la maggior parte vitati a Nebbiolo da Barolo e situati nei cru di Castelletto, nel cuore delle Langhe. Le vigne sono state scelte con particolare attenzione al loro eccellente microclima e ottimo terreno. Da allora, sono stati fatti molto passi e cambiamenti e nuovi progetti ci hanno visti impegnati con l’obiettivo costante di produrre vini che traducano il grande terroir di Langa.


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LAURENT PERRIER

Laurent-Perrier è una delle più grandi case produttrici di champagne del mondo con sede a Tours-sur-Marne, nella regione della Champagne-Ardenne.

Storia
André Michel Pierlot fondò nel 1812 la casa vinicola con l'acquisizione di vigneti siti nei comuni di Bouzy, Tours-sur-Marne ed Ambonnay. Alla sua morte l'attività fu rilevata dal suo cantiniere, Eugene Laurent. Successivamente sotto la gestione della vedova di questi, Mathilde Emilie Perrier, la casa adottò l'attuale nome (inizialmente Veuve Laurent-Perrier, vale a dire "Vedova Laurent-Perrier") portandola al successo. Sua figlia, Eugénie Hortense Laurent, dopo la crisi seguita alla prima guerra mondiale vendette l'azienda a Marie-Louise Lanson de Nonancourt nel 1939. Nel dopoguerra si deve a Bernard de Nonancourt il rilancio e l'affermazione del marchio ai vertici mondiali.


 


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LETRARI

Letrari, una famiglia che ha radici nella storia stessa del vino trentino. Attivi in zona già nel 1647, è merito di Leonello Letrari se nel dopoguerra i vini delle Dolomiti acquistano carattere e prestigio oltre i confini regionali. Non solo, è sempre lui che crea i primi uvaggi e negli anni 60 inizia a elaborare spumanti di pregio per poi fondare nel 1976 l’attuale cantina. Anno dopo anno Letrari propone spumanti che rappresentano l’essenza del Trento DOC.

 


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LOUIS ROEDERER
Erede della Maison de Champagne nel 1833, imprenditore ed esteta, Louis Roederer  prende la decisione lungimirante di arricchire il vigneto per controllare tutte le fasi dell’elaborazione del vino e crea uno stile, uno spirito e un gusto del tutto originali. Nella metà del XIX secolo, con l’acquisto di vigne selezionate con istinto e spirito eclettico sulle terre dei Grands Crus de Champagne, Louis Roederer va controcorrente rispetto agli usi dell’epoca. Persuaso che la quintessenza di un grande vino risieda nella terra, amante della tradizione e volto al futuro, Louis Roederer traccia un destino d’eccezione per la Casa che da allora porterà il suo nome. A partire dagli anni 1870, i vini di Champagne Louis Roederer viaggiano fin negli Stati Uniti e in Russia, alla tavola dello Zar Alessandro II. Uomo di gusto, ricercatore inveterato, Louis Roederer crea per l’imperatore un nuovo champagne e lancia una nuova idea: la prima “cuvée de prestige”, nasce nel 1876 sotto il nome di “Cristal”. La sua sottigliezza e la sua eleganza faranno da allora la reputazione di eccellenza della Maison Louis Roederer. Negli anni 1920, il nuovo erede della Casa Louis Roederer, Léon Olry Roederer, si dedicherà con impegno alla creazione di un vino particolarmente equilibrato, il cui accordo costante e delicato di diversi millesimati è la promessa di una qualità sempre perfetta. Un magnifico assemblaggio che contribuisce alla rinascita della Maison Louis Roederer. Al decesso di Léon, nel 1933, la moglie Camille assume la direzione della Casa, guidandola con intelligenza brillante e straordinaria energia. Enologo, ingegnere agronomo, il di lei nipote Jean-Claude Rouzaud le succede dedicandosi alla tutela dell’integrità della tenuta familiare. Sempre indipendente, e sempre gestita dalla famiglia, la Maison Louis Roederer è oggi diretta da suo figlio, Frédéric Rouzaud, esponente della settima generazione della dinastia. Con la stessa pazienza, un'incrollabile fedeltà alla sua vocazione creativa, la Maison Louis Roederer spedisce ormai, ogni anno, più di tre milioni di bottiglie in oltre cento paesi di tutto il mondo.
 

 

 


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MATTEO CORREGGIA

Nel 1985 Matteo Correggia ereditò l'azienda agricola di famiglia: non era certamente il periodo del boom della viticultura, e inoltre nei terreni a sinistra del Tanaro si coltivano frutta ed ortaggi, non si producono grandi vini. Matteo decise comunque di portare avanti la propria idea nonostante i pregiudizi su una terra enologicamente poco compresa e la credenza che dal Roero non si potevano ricavare grandi vini. Il resto, come si dice, è storia: la cantina Matteo Correggia conseguì riconoscimenti internazionali e perfino la "pubblicità" di un grande della musica, il leader dei Pearl Jam Eddie Vedder, il quale durante un concerto a Chicago ha sollevato in bella mostra proprio una bottiglia di Roero DOCG Correggia! 


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MESA BUTA®

FOOD & WINE
100% ITALIAN DESIGN


Mesa Buta® è un'originale idea regalo per amanti del vino (due piatti, uniti a mo’ di guscio, contengono una vera bottiglia di vino), ed è un piatto da portata originale che si può utilizzare per stupire i propri amici.

Mesa Buta® è realizzata in ABS alimentare, un materiale plastico alimentare, leggero, facile da trasportare, resistente anche al microonde e lavabile in lavastoviglie.


Le caratteristiche della Mesa Buta®:
- resistente al microonde
- lavabile in lavastoviglie
- sono presenti due piedini che permetto un appoggio perfetto e stabile del piatto mesa buta sulla tavola
- disponibile nei colori bianco, nero, rosso e verde
- due mesa buta chiuse a guscio possono contenere una bottiglia di vino (forma albeisa,  borgognotta)

E' disponibile anche La Mesa Buta con i colori della tua squadra del cuore:
Mesa Buta Torino Granata o Mesa Buta Bianconera.

 


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ODDERO


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RELANGHE

La storia di Relanghe si può riassumere in poche semplici tappe: l'azienda nasce ad Alba nel 1993 con l'intento di rilanciare la tradizione del torrone friabile con nocciole Piemonte I.G.P.; nel 1996 vede la luce la linea dei tartufi dolci Riblot, mentre nel 2000 parte la collaborazione con Guido Gobino per la distribuzione dei suoi prodotti. Nel 2007 viene presentata l'esclusiva linea Flor de Cana, un tuffo nei gusti del passato dove il cioccolato gianduja veniva mischiato con lo zucchero di canna grezzo; nel 2010 la famiglia Ceretto assume il totale controllo del marchio e nel 2011 questo viene ulteriormente confermato dallo spostamento degli impianti da Alba a Castellinaldo e della sede amministrativa nella Tenuta Monsordo Bernardina, sede della Ceretto stessa. Oggi Relanghe è una delle aziende nella produzione e distribuzione del "dolce" più conosciute ed apprezzate in Italia, avendo nel proprio assortimento anche i famosi Panettoni Relanghe Classici, al Moscato de I Vignaioli di Santo Stefano Belbo, al Moscato Passito, e l'ultima nata dalla collaborazione con lo chef Enrico Crippa del Ristorante Piazza Duomo, la Torta di Nocciole Piemonte di Alba senza glutine.


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RENATO RATTI

Renato Ratti acquista la prima vigna destinata alla produzione di Barolo nel 1965, nella storica zona di Mercenasco, sotto l'Abbazia dell'Annunziata a la Morra. Enologo, Ratti aveva già lavorato alla produzione di vermouth e spumanti per la Cinzano di San Paolo in Brasile. Con l'ingresso in azienda del nipote Massimo Martinelli, anch'egli enologo, il famoso Barolo Mercenasco si impreziosisce grazie all'affinamento in bottiglia, metodo del tutto innovativo per la zona e per il periodo (1969). negli anni 70 vengono ampliate le vigne Mercenasco e Rocche a La Morra, rinnovate la Colombè di Mango e quelle di Villa Pattono a Costigliole d'Asti. Nell'abbazia nel frattempo apre il Museo Ratti dei vini d'Alba, punto di riferimento per chi intende approfondire la conoscenza del barolo e dei vini delle Langhe. Negli anni 80 Renato Ratti viene nominato presidente del Consorzio del Barolo e successivamente direttore del Consorzio d'Asti: partecipa in modo attivo alla stesura dei disciplinari produzione vini albesi ed in particolare della DOCG. Nel 1988 Pietro Ratti prende il posto del padre, prematuramente scomparso. Enologo come il padre, prosegue negli anni 90 l'ampliamento e modernizzazione dei vigneti e cantine che il padre aveva cominciato: nel 2002 viene avviato il progetto di costruzione della nuova cantina dell'Annunziata, la cui particolare struttura permetterà di proseguire il lavoro di vinificazione ed affinamento cominciato da Renato nel 1965 in modo da mantenere invariate le caratteristiche delle uve e del vigneto d'origine.


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SALMONE UPSTREAM

Proviene dalle acque incontaminate dell’arcipelago delle Faroe Islands, situato tra l’Islanda e la Scozia.
Appena pescato, il salmone fresco viene immediatamente sottoposto a un'accurata lavorazione, infine un’affumicatura aromatica e delicata, gli dona un sapore elegante e delicato.

Perchè il Salmone Upstream è detto un salmone controcorrente?
Per due semplici motivi: il primo è fisiologico, legato alla vita di questo straordinario pesce che, durante il periodo della riproduzione, dal mare risale sino al fiume natio, sfidando correnti impetuose.
II secondo è legato alle caratteristiche di questo prodotto, che a differenza di quelli tradizionali presenti sul mercato, inverte le abitudini di consumo. Grazie al suo fumo leggero, alla dolcezza della carne e al suo sapore delicato, Upstream è talmente buono che si gusta tutto l'anno.
 

              


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SARACCO

Nata ai primi del '900 a Castiglione Tinella, nella provincia di Cuneo, Saracco è situata in uno dei comuni più vitati d'Italia: il simbolo stesso di questi luoghi sono le valli su cui si estendono infiniti vigneti. Dopo tre generazioni, un ampliamentto dei vigneti ed una modernizzazione delle modalità di vinificazione, Saracco continua a produrre dell'ottimo Moscato, tanto da essere cosiderata il riferimento per tutti gli appassionati del prodotto.


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SOTTIMANO
La storia di Rino Sottimano ha inizio alla fine degli anni Sessanta, quando al termine degli studi di enologia inizia l’avventura di produrre vino; l’entusiasmo e anche un po’ di fortuna lo portarono ad acquistare la cascina e alcuni appezzamenti ai Cottà. Si trattava di poche giornate di vigneto che, con tenacia e molti sacrifici sono diventati i 18 ettari in alcune tra le più belle zone del Barbaresco. Vengono prodotte complessivamente 85.000 bottiglie suddivise in 20.000 Dolcetto d’Alba, 12.000 Barbera d’Alba, 20.000 Langhe Nebbiolo, 6.500 Brachetto secco e circa 25.000 Barbaresco. Particolare cura viene rivolta al vigneto, in modo da avere, tramite rese basse delle uve, un’alta concentrazione che consenta di produrre vini strutturati, di corpo e molto longevi. Dall’inizio degli anni ’90 insieme ad altre aziende Sottimano ha iniziato a praticare la lotta guidata per antiparassitari e concimi. Le tradizionali malattie che colpiscono la vite sono combattute con prodotti ecocompatibili. I trattamenti sono ridotti al minimo ed effettuati solo se necessari, senza alcun uso di diserbanti e pesticidi. In cantina non vengono effettuate manipolazioni di alcun tipo, sia la fermentazione alcolica che quella malolattica avvengono in maniera del tutto naturale, senza l’utilizzo di lieviti selezionati e l’imbottigliamento avviene senza chiarifiche o filtrazioni. L’unica concentrazione di cui l'azienda dispone è il diradamento dei grappoli nel vigneto.


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ST.MICHAEL-EPPAN

San Michele Appiano

La Cantina San Michele Appiano è stata fondata nel 1907 e raccoglie, oggi, circa 340 famiglie di viticoltori che ne costituiscono la spina dorsale.

La viticoltura è per esse una grande passione tramandata da generazioni. Ciascuna contribuisce con sapere, passione e dedizione ad assicurare che la cantina disponga di uve eccellenti da trasformare e affinare con cura e sensibilità.

 

 


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TENUTA SAN GUIDO

La Tenuta San Guido prende il nome da San Guido della Gherardesca, vissuto nel XIII secolo. Si trova sulla costa Etrusca tra Livorno e Grosseto, nella Maremma resa celebre dai versi di Giosuè Carducci e si estende per 13 chilometri dal mare fin dietro le colline. Racchiude al suo interno una gande eccellenza: il vino Sassicaia. Con 2.500 ettari a disposizione è stato possibile trovare i 75 ettari più vocati per questo vino, così eccezionali da meritare una D.O.C tutta loro (D.O.C. Bolgheri Sassicaia), l’unica in Italia ad essere inclusa interamente in una proprietà.


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TRAVAGLINI GATTINARA

L'azienda vitivinicola Travaglini è situata nel vercellese, con esattezza nel cuore delle colline di Gattinara, e fa partire la propria storia nel 1958. Già allora Arturo Travaglini, padre del più famoso Giancarlo, produceva dell'ottimo Gattinara nella tenuta che si sarebbe ampliata fino a misurare 59 ettari di cui 44 coltivati a vitigno Nebbiolo. Dal celebre affinamento in due tempi in botti di rovere di Slavonia abbiamo quindi le tre tipologie di Gattinara Travaglini: il Gattinara DOCG, Il Tre Vigne ed il Riserva. Ogni tipologia viene imbottigliata in vere opere d'arte: le bottiglie del Gattinara Travaglini hanno una particolare forma che permette di trattenere, durante la scaraffatura, eventuali sedimenti naturali che un buon Gattinara può presentare; oltre a ciò, presentano un colore decisamente più scuro (e, nella versione Riserva, perfino opaco) in modo da evitare il classico difetto di "luce".


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VEUVE AMBAL - CRÉMANT DE BORGOGNE

VEUVE Ambal è un'azienda vinicola a conduzione familiare fondata più di 100 anni fa, nel cuore della regione della Borgogna. La maison è oggi il produttore di Crémant de Bourgogne con l'appezzamento di terreni più vasto. Il talento e la dedizione del suo team ha permesso di diventare leader di mercato e specialista di questa denominazione in Francia.

Veuve Ambal viene fondata verso la fine del 19° secolo a Rully, il luogo di nascita del suo fondatore, Marie Ambal. Questa donna dallo spirito pionieristico ha portato il buon nome dei vini spumanti della Borgogna ben oltre i confini della regione. Oggi l'azienda è gestita da suo discendente, Eric Piffaut. Il livello qualitativo dei vini Veuve Ambal è sempre stato un'istituzione: la lista impressionante di successi nelle competizioni più prestigiose può essere attribuita alla sua politica di continuo miglioramento della qualità e certificazione dei suoi vini. Gli appezzamenti, situati in 6 diversi terroir, sono gestiti con metodi sostenibili. I produttori di vino provenienti da tutta la Francia, infine, affidano a Veuve Ambal la vinificazione delle proprie uve, beneficiando in tal modo da un secolo di esperienza e competenza nella produzione di vini spumanti.


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